feb 12
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Ormai da qualche tempo, si rincorrono malumori presso chi aspetta i nuovi modelli Adiva, come Adiva tre ruote, o il nuovo Adiva due ruote. Grazie anche ai lettori del blog, nuove voci si rincorrono, a dare corpo ai sospetti. Claudio ci segnala che il sito di Adiva Taiwan non è più raggiungibile…
In effetti Adiva Taiwan non esiste più. Adiva Japan mostra i modelli presentati al Tokyo motor show e indirizza verso un sito, http://www.adiva-ev.com/, che non sembra avere nulla a che fare con i modelli Adiva che conosciamo. Si mostrano, infatti, scooter puramente elettrici. C’è anche uno scooter tre ruote, ma è fondamentalmente un muletto da lavoro, con due ruote dietro ed una davanti. Nessuna traccia né dell’attuale Adiva 2 ruote, né del futuribile (e mai nato) Adiva tre ruote.
Ricordiamo che gli scooter Adiva sono nati dall’italico genio, nell’intento di risolvere al meglio i problemi di mobilità urbana ed extra-urbana, prima con i modelli due ruote, poi con il modello a tre ruote. Le difficoltà che la ditta ha provato nel passaggio dal primo modello di Adiva al secondo aveva portato all’acquisizione di un gruppo internazionale. Probabilmente gli interessi di tale gruppo non erano mossi dalla stessa passione che aveva mosso gli imprenditori italiani. Oltre al progetto tre ruote che stentava, malgrado gli anni passassero, a prendere forma, si è materializzata la beffa della fornitura dei motori. Il gruppo Adiva ha cercato fortemente l’accordo con Kymco, per il suo ottimo 3oocc a iniezione, ma qualcosa è andato storto. Così si è arrivati al punto che non c’erano più motori per i modelli in produzione, né i nuovi motori Kymco per il vecchio modello e il modello tre ruote. Modello tre ruote che, da canto suo, malgrado la lunghissima gestazione ha avuto varie difficoltà, dai cuscinetti di sterzo all’omologazione. Problemi non irrisolvibili, anzi. Problemi che avrebbero però richiesto una direzione precisa e una tenacia manageriale che, forse, nel gruppo Adiva è venuta a mancare.
Io personalmente ho fatto questo blog nella fervente attesa di Adiva tre ruote. Sono ormai anni che aspetto uno scooter tre ruote, con tetto. All’inizio speravo addirittura in una cellula di sicurezza… un BMW C1 con tre ruote e due posti, un bel bagagliaio, senza necessità di casco, con qualità BMW (non come il C1, che aveva qualità FIAT…). Poi mi ero acceso per Adiva… ora mi tocca sperare nel Peugeot Hymotion… o comprare un Piaggio MP3 con il kit Isotta, come ha fatto Luca…
Oggi, purtroppo le previsioni sono state confermate dal maltempo: una bella neve appiccicosa è caduta sulla lombardia!
( Cosa fare quando nevica? Lo prendo, lo scooter?
Cosa fare quando nevica: montare le gomme invernali!
Primo: senza gomme invernali, con temperature inferiori ai 5 gradi, pioggia, nevischio o neve, lo scooter deve stare a casa!
Io avevo montato qualche tempo fa le Metzeler Feelfree Wintec. Sull’asciutto e sul bagnato, anche con temperature prossime allo zero, devo dire che hanno dimostrato d’avere davvero un’altra mescola! Mi son trovato anche a dover fare frenate d’emergenza, senza mettermi lo scooter a cappello… col nevischio, poi neve, di stasera hanno fatto un pochino più fatica, ma era prevedibile. Diciamo che finché l’asfalto era battuto, o in città, dove le fognature fanno si che la neve si sciolga abbastanza in fretta, non c’erano problemi. Fra Zibido e Trezzano sul naviglio, sulla statale ormai completamente bianca, me la sono vista brutta.
Non conta tanto la neve che cade dal cielo, ma quella che resta per terra. Ecco una mia personalissima classificazione dei tipi di asfalto innevato.
Se l’asfalto è caldo, perché passano delle condutture, o perché c’è tantissimo traffico, o perché la temperatura è troppo elevata, la neve si scioglie. Quando l’asfalto è ancora nero, io mi azzardo ad usare lo scooter. Attenzione, però: gomme termiche, altrimenti lasciatelo in box!!!
Sul dritto: andare piano, accelerare e rallentare dolcemente, ogni tanto “testare” l’aderenza frenando col freno dietro, prima dolcemente, poi provando con più decisione.
In curva: curvare a bassa velocità, cercando di addolcire le traiettorie e non piegare, tenendo sempre un alto margine di sicurezza per eventuali interventi d’urgenza.
Frenate: frenare molto prima di quando serve davvero. In questo modo, se si dovessero manifestare pericolose perdite d’aderenza, ci sarebbe sempre il tempo per lasciare i freni e riprendere la frenata, magari più dolcemente.
Quando la neve “ha attaccato”, meglio lasciar perdere, non c’è nulla di più pericoloso, se non che una bella lastra di ghiaccio!
Con questo tipo di asfalto si deve andare a passo d’uomo, con le gambe belle larghe, i piedi che sfiorano l’asfalto, pronti a simulare un bell’ MP3.
Sul dritto: andare pianissimo, accelerare e rallentare di pochissimo, pena la perdita di aderenza delle ruote
In curva: curvare con lo scooter dritto, a passo d’uomo
Frenate: decelerare. Se proprio serve, carezzare dolcemente soltanto il freno dietro. In questo modo, se dovessi perdere aderenza, lo farei con il posteriore, e avrei qualche speranza di riprendere lo scooter.
Fra gli accessori moto secondo me fondamentali per proteggersi dal freddo, per andare in scooter anche d’inverno, suggerisco dei comodissimi guanti riscaldati a pile. Penso che, per chi ha lo scooter, siano meglio dei guanti riscaldati che si collegano al circuito elettrico della moto, semplicemente perché non sfruttano la batteria dello scooter, spesso molto piccola, e non costringono ad essere legati a dei cavi che escono dal manubrio. Molto comodi, con due settaggi di temperatura e forte isolamento dal freddo, con i miei guanti riesco ad andare fino a -2, -3° sotto zero. Dai 5 gradi in su, non devo neanche accendere il riscaldamento, indispensabile invece sotto i 5°.
Dopo vari mesi d’attesa,mea culpa, son finalmente riuscito ad editare il video che Luca ed io avevamo girato insieme, per mostrare una lotta nel tessuto metropolitano fra i nostri due impavidi scooter, sotto la pioggia. Chi vincerà, fra il Piaggio MP3 e l’Adiva AD200?
In questo video Luca e io abbiamo voluto mostrare le differenze nella praticità d’uso (preparazione prima di partire, con sella bagnata) e poi la comodità di guida, la sicurezza, le prestazioni in mezzo al traffico, la protezione dalle intemperie e la visibilità.
Tre settimane fa ha piovuto per dieci giorni di fila. Temperature prossime allo zero, varie rotonde con asfalto viscido, un ponte da attraversare, lo scooter che perde aderenza, dando gas, seppur se con i suoi pochi cavalli.
Mi spavento. Decido di passare al Gilera Fuoco, o Piaggio MP3. Avevo Appena provato il Piaggio MP3 con il kit tetto Isotta, grazie alla disponibilità di Luca, frequentatore di questo blog. Mi informo, contatto qualche rivenditore… faccio i miei conti… ma uno scooter tre ruote usato costa almeno 4.000 euro, poi c’è il trapasso, poi sposti l’assicurazione, vendi il tuo… non faccio prima a montare delle gomme invernali?
Vado a trovare il mio meccanico di fiducia, e lui conferma la mia esigenza: anche lui “guidava sulle uova”, la settimana prima, ma dopo aver montato le Metzeler FeelFree Wintec, è tutto un’altro scooter! Anche sotto l’acqua, anche con temperature basse, la gomma tiene, non scivola, non trasmette quel feeling di instabilità che ci fa tanta paura. EUREKA! Ma quanto costano? Ora ho solo il posteriore, il più economico, perché costa 100€ meno dell’anteriore. Come 100€ in meno? Ma quanto costa, l’anteriore? 250€. Duecentocinquanta euro per l’anteriore, e 150€ per il posteriore. Totale 400€ per i due pneumatici. Il mio cervello si rifiuta di proseguire il ragionamento: 400€ per due gomme mi sembrano una cifra davvero esagerata! Capirei per un’auto, ma una moto, sono solo due!!! Esco dal negozio, con l’eco del mio meccanico che dice “…comunque poi ti farei un po’ di sconto…”
Uscendo, scosso e rattristato, mi sovvengo di lavorare per TrovaPrezzi: et voilà, accendo il mio iPhone, scarico TrovaPrezzi per iPhone e inizio la ricerca di gomme per scooter 140/70. EUREKA (di nuovo)! 60€ per la gomma posteriore e 90€ per la gomma anteriore! Ma allora c’è una soluzione! Certo, il mio meccanico non è mica un gomista! Ovvio che lui le paga di più, probabilmente si appoggerà a qualcun altro… Rasserenato dalla scoperta, perché 150€ sono tanti soldi in meno di 400€, penso che forse qualche gommista più economico lo posso trovare.
Giro come una trottola per la mia zona (Bisceglie, Giambellino, Lorenteggio) ma incappo soltanto in delusioni. In pratica, o le gomme non ci sono (Frigerio Gomme) o ci sono e “ti facciamo un bello sconto” (280€ invece di 400€). Ma possible che debba spendere 280€ per gomme che ne costano 150?
Dopo aver aspettato il consiglio di un amico della fidanzata, grossista di pneumatici, scelgo le Metzeler FeelFree Wintec e il negozio eBay wsbrno. Con meno di 150€ mi aggiudico le due gomme, anteriore e posteriore da un negoziante che ha il 99,7% di feedback positivi… mi sento tranquillo!
Quest’amara consapevolezza mi giunge alla fine di un sabato passato a girare per tutti i gommisti della mia zona. Le risposte che ho ottenuto sono riassumibili in:
Riassumiamo la situazione: c’è un bene che costa 150€, degli addetti del settore, che probabilmente si sono accordati, hanno fatto cartello, e te lo vendono a 400€. Come fanno a importi di dare loro il 160% per ciò che vendono (senza considerare che loro non pagheranno le gomme 150€, ma meno)? Con un’altra furbizia: non ti montano ciò che non ti vendono. Facile, no? Peccato che in mezzo ci sia la sicurezza di chi va in moto, e una ordinanza della Provincia di Milano che dice: “Per tutelare la pubblica incolumità, si ritiene di dover prescrivere, per i veicoli transitanti, l’obbligo di circolare con pneumatici invernali, o con catene da neve a bordo”. Soluzioni? Io non ne ho ancora trovate, se voi ne avete, per favore, pubblicatele!!! Grazie
Al salone EICMA 2011 di Milano ho avuto modo di parlare con due rappresentati di Kymco Italia, ai quali ho chiesto lumi circa la fornitura di motori per il nuovo modello di scooter… si si, lo scooter BMW, mi rispondono tutti. No, dico io, Adiva tre ruote. Che??? Che sia una bufala?
Ci voleva tanto a capire che era il caso di andare a fare concorrenza alla Piaggio, che con il suo scooter tre ruote Piaggio MP3 continua a fare record di vendita, soprattutto in Francia? Alla fine anche i vertici della Peugeot l’hanno capito e, a brevissimo, fine 2012, sarà in vendita il Peugeot Metropolis… ma svegliarsi prima no?
Dalle ceneri del Peugeot Hymotion ecco il Metropolis…be patient… in arrivo il video!!!
Ho parlato con un rappresentante di Peugeot Italia…fatemi elaborare il video e poi vi dico tutto!!!
Un bellissimo prototipo che mostra come potrebbe essere il commuter cittadino del futuro: tre ruote, elettrico, cabina di sicurezza, inclinazione nelle curve, due posti… tutti i vantaggi della moto e i vantaggi della macchina, insieme!
Video tilter tre ruote con cabina alla fiera della moto 2011
…in elaborazione il video del prototipo tre ruote con cabina di protezione… please be patient!
La ditta tedesca presenta all’EICMA 2011 questa bicicletta sensazionale: telaio robustissimo, freni potentissimi, ma soprattutto, oltre un cavallo di potenza!
…in post produzione… in arrivo a breve!! ;o)
Al salone della moto di Milano ho visto questi bei prototipi della Vectrix. Per chi non la conoscesse, Vectrix è stata la prima casa a produrre uno scooter elettrico con caratteristiche “sostenibili”: circa 100km/h, circa 100 km di autonomia. Il costo era un pochino alto, qualcosa più di 12.000€, ma se pensiamo a quanti soldi spendiamo all’anno in benzina… (io penso circa 1.000, solo con lo scooter).
Vectrix ha avuto difficoltà a far crescere il brand, a causa fondamentalmente del prezzo del suo prodotto. Infatti in Francia, due anni fa circa, fecero un’offerta speciale per eliminare gli ultimi prodotti dai saloni dei concessionari Vectrix, facendolo scendere ben sotto i 10.000€… e andarono a ruba! Li vendettero tutti in pochissimi giorni… Ora Vectrix ci riprova e si propone con uno scooter tre ruote: scelta non sbagliata, secondo me, perché chi potrebbe comprare uno scooter elettrico ha il profilo di una persona che bada più alla sostanza che all’apparenza, quindi la sicurezza di viaggiare su tre ruote lo potrebbe di certo attirare.
…in fase di post-produzione… in arrivo a breve!
La tecnologia usata da Vectrix per le batterie è all’avanguardia. Esse rappresentano la massima evoluzione delle batterie ricaricabili, soprattutto per quanto concerne la sicurezza. Riassumo molto in breve l’evoluzione delle batterie ricaricabili.
Se andiamo a leggere su Wikipedia le caratteristiche delle ultime generazioni di batterie, scopriremo che le LiFEPo4 non sono le più prestanti in assoluto. Beninteso, stiamo comunque parlando di batterie con ottime caratteristiche, che permetteranno al Vectrix di fare circa 80/100Km e di superare i 100Km/h, ma ci sarebbero batterie (Litio-Nickel-Magnesio-Cobalto) che potrebbero dare quasi il doppio di energia al Vectrix! La capacità d’immagazzinamento delle batterie del Vectrix è 0.495 kW·h/kg, quella delle batterie Litio-Nickel-Magnesio-Cobalto è di 0.920 kW·h/kg. Il vero vantaggio del Vectrix, con le batterie ai fosfati ferrosi di litio, è legato alla sicurezza: grazie al forte legame fra gli atomi fosforo e d’ossigeno, quest’ultimo viene rilasciato con maggiore difficoltà, anche in caso di uso improprio e alte temperature. Anche in caso di corto circuito, incidente, incendio, queste batterie risultano molto più sicure delle altre batterie al litio. E’ meglio avere più prestazioni o più sicurezza? In Vectrix, hanno scelto la sicurezza!!!
Il motore del Vectrix tre ruote è un motore elettrico brushless. I motori elettrici non hanno avuto una grande evoluzione, dal 19^o secolo ad oggi. I motori con spazzole, o brushed sono usciti dai laboratori nel 1886, i motori brushless sono usati commercialmente dal 1962. La differenza fondamentale fra il vecchio e il nuovo tipo di motore sta nel fatto che nel primo, il magnete elettro-indotto era posto all’esterno, nell’armatura, fungendo da statore, mentre nel secondo esso è posto internamente, diventando rotore. E se il rotore è un magnete permanente, non necessità più di contatti elettrici per cambiare la polarità, così che diventano inutili le spazzole, il che porta alcuni vantaggi evidenti: mancanza di invecchiamento, un motore brushless è fondamentalmente uguale a sé stesso da nuovo come dopo 10 anni d’attività; mancanza di manutenzione, non dovendo sostituire le spazzole, consumate per l’attrito, mancanza di correnti parassite di ionizzazione, maggiore controllo, avendo più magneti nello statore, e quindi più “gradini” (infatti viene anche chiamato step-motor).
Ma riassumiamo i vantaggi del motore del Vectrix, rispetto ad un motore elettrico vecchio tipo o brushed. Manutenzione quasi nulla, più potenza, più coppia, meno interferenze elettromagnetiche, meno rumore. Brava Vectrix!
In fiera mi è stato detto che questo scooter dovrebbe avere oltre 100km di autonomia e superare i 100km/h. Attendo notizie ufficiali dalla casa per darvi informazioni più precise, e magari qualche chicca sugli aspetti tecnologici. A presto… se mi risponderanno dalla Vectrix Italia!!! ;o)